Storia del Latina Calcio

Latina Calcio 1932

Società calcistica di Latina

La Storia del Latina Calcio.

Il Latina Calcio 1932, meglio noto come Latina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Latina. Attualmente milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.

Fondata nel 2017, è erede della tradizione sportiva iniziata nel 1945 con la fondazione della Virtus Latina e transitata attraverso vari soggetti sociali fino all’agosto 2017, quando l’Unione Sportiva Latina Calcio è fallita ed è stata estromessa dai campionati nazionali.

Il miglior risultato conseguito dal club pontino sono quattro partecipazioni consecutive al campionato di Serie B a girone unico, tra il 2013 e il 2017: nella prima stagione di militanza il Latina fu terzo nella stagione regolare e sfiorò finanche l’accesso alla massima serie nazionale, perdendo la finale dei play-off.

Latina – Cesena 1-2 (Finale ritorno Play Off Serie B)


Le origini del Latina Calcio

La prima squadra di calcio dell’allora Littoria risale al 1935: il nome è Associazione Sportiva Littoria. Al termine del secondo conflitto mondiale, precisamente nel 1945, un anno dopo il cambio di toponimo, viene fondata la Virtus Latina, denominazione cambiata, appena un anno dopo in La Pontina Latina, con l’obiettivo di trasformare la squadra in un vero e proprio punto di riferimento per tutta la provincia. Con la promozione in Serie C del 1949, la società riassume il nome di Associazione Sportiva Latina e ottiene due salvezze consecutive nella terza serie.

Gli anni cinquanta non si riveleranno altrettanto proficui, segnati dalla doppia retrocessione nel biennio 1952-1953 e un ulteriore declassamento di categoria nel 1956, con la squadra che sprofonda in Prima Divisione Lazio, l’attuale campionato di Promozione. Le sette stagioni successive si susseguono tra alti e bassi, una nuova retrocessione, scongiurata grazie a un ripescaggio e due nuovi cambi di denominazione societaria.

Nel 1965 l’Unione Calcio Latina torna in Serie D, dopo aver dominato il girone B della Prima Categoria davanti ad Alatri e Sezze, categoria che la compagine pontina saprà mantenere anche gli anni successivi, sfiorando perfino il doppio salto immediato nel 1966, beffata per un solo punto dai rivali storici del Frosinone e nel 1968, ma tutto svanì poiché fu penalizzata di ben 13 punti per illecito sportivo. Per la promozione bisognerà attendere l’anno successivo, con la vittoria del campionato con quattro punti di vantaggio sulla Viterbese. Il campionato di Serie C 1969-1970, però, terminò con la squadra classificatasi penultima e condannata nuovamente ai campionati di serie D, ancora una volta con una penalizzazione, 8 punti.

Nella stagione 1973-1974 vestì la maglia nerazzurra un giovanissimo ragazzo di Sonnino, Alessandro Altobelli. Tutt’oggi “Spillo” resta il più famoso calciatore del vivaio del Latina ad aver raggiunto altissimi livelli (tra l’altro, divenne campione del mondo in Spagna nel 1982).

Con il passar degli anni i risultati migliorarono gradualmente fino a raggiungere per la prima volta la Serie C1 nella stagione 1978-1979. In quella stessa annata, tra l’altro, ha militato un giovane di Monte San Biagio, l’attaccante Andrea Carnevale, che all’inizio della stagione seguente finì all’Avellino, in Serie A. La società, nel frattempo, aveva di nuovo cambiato denominazione in Unione Calcio Latina. Subito retrocessa, dopo una quasi immediata risalita in Serie C1, seguì un nuovo declassamento, cui farà seguito una lenta decadenza, caratterizzata da una costante permanenza in C2 in tutti gli anni ’80. Sono anni in cui Piero Di Trapano fu il protagonista assoluto del positivo momento del Latina tra il 1983 e il 1987: dalla stagione della retrocessione al secondo posto in Interregionale, fino al ritorno in Serie C, con Giancarlo Sibilia in panchina. Poi l’ottimo terzo posto tra i professionisti.

Fino ai primi anni novanta il logo distintivo era costituito da un semplice scudo contrassegnato da bande verticali di colore nero e azzurro, senza alcun simbolo distintivo. La sede societaria è sempre stata quella storica di piazzale Prampolini, presso lo stadio Comunale, in seguito (dicembre 1996) intitolato a Domenico Francioni, storico presidente del sodalizio nerazzurro.

In seguito si susseguirono varie stagioni tra la Serie C2 e la Serie D: nel 1992 la società sprofonda nei dilettanti, categoria che contrassegnerà il sodalizio latinense per tutti gli anni novanta. Nel 1996 il nome fu tramutato in Associazione Sportiva Latina, con una riorganizzazione ai vertici e il lancio di un nuovo logo tipo ovale che riportava l’effigie della torre comunale, storico simbolo della città. Dopo aver sfiorato la promozione nella stagione 1998-1999, impresa poi nuovamente accarezzata per altre due volte con due terzi posti all’inizio del nuovo millennio, si arrivò al ripescaggio del 2002 in Serie C2, fortemente voluto dal Presidente Antonio Sciarretta a distanza di dieci anni esatti dall’ultimo campionato disputato nel professionismo dai nerazzurri.

La stagione 2003-2004 incomincia con il riconfermato Pietro Santin. A novembre i nerazzurri perdono di misura nel derby con il Frosinone. Questa la formazione scesa in campo: Fimiani, Franchini, Pecorilli, Passalacqua (74′ Pesce), Levanto, Martinelli, Marzio, Caputi, Polani, Pilleddu (76′ Paniccia), Simonetti. A disposizione: Di Magno, Filocomo, Fioravanti, Ghilardi, Falso.

Fabio Simonetti contro il Frosinone

Nel 2005 il Presidente Sciarretta, fautore del ritorno tra i professionisti, lanciò un nuovo stemma, uno scudo con sfondo nero e azzurro e la testa di un leone stilizzato di colore giallo, altro simbolo del capoluogo pontino. Fu inoltre varata una campagna acquisti in pompa magna, ma la stagione si rivelerà un fiasco completo, con la squadra invischiata quasi subito nella lotta per non retrocedere. Gli scarsi risultati portarono anche a un giro vorticoso di allenatori. La stagione, incominciata male, finì ancor peggio, con la sconfitta contro il Rieti nei play-out e il conseguente ritorno in Serie D.

Nel corso dell’estate, sorsero infatti problemi di natura economica che portarono al tracollo, culminato con la mancata iscrizione al campionato di Serie D e alla conseguente scomparsa dell’A.S. Latina, poiché la società venne esclusa da ogni campionato per mancati versamenti ad alcuni giocatori, e dichiarata non più affiliata dalla FIGC. La società ha cessato ogni tipo di attività, lasciando il capoluogo pontino senza calcio tra l’estate del 2006 e quella del 2007. Quella che passò alla storia come l’estate più nera nella storia del calcio latinense.

Nell’ottobre del 2006, la dirigenza della Viribus Cisterna Montello di Borgo Montello, frazione di Latina, esce allo scoperto annunciando di voler cambiare la denominazione del club, e di volersi spostare nel capoluogo. Per far ciò, la società avvia un processo di riorganizzazione sia amministrativa sia tecnica, affidando la squadra (in fondo alla classifica) all’allenatore Massimo Bindi, con l’intento di mantenere la categoria Eccellenza Lazio. La squadra, a fine stagione, si salva con largo anticipo e così il Football Club Latina nasce ufficialmente presso uno studio notarile del capoluogo martedì 22 maggio 2007, per colmare il vuoto calcistico creatosi nella città di Latina in seguito alla mancata iscrizione dell’A.S. Latina per la stagione 2006-2007.

Il comune di Latina, nella stagione 2006-2007, dà la disponibilità dell’utilizzo dello stadio Domenico Francioni alle società sportive minori che ne hanno fatto richiesta, tra cui la già citata Viribus Cisterna Montello, la quale, dopo aver cambiato i colori sociali nel nero-azzurro, è smaniosa, tra le altre, di diventare la società calcistica cittadina di riferimento. Il comune però decide, con la delibera 687/2006 del 13 dicembre 2006, di dare lo stadio Francioni, in concessione per uso esclusivo, per la durata di 3 anni a partire dal 2007-2008, alla società con il titolo sportivo maggiore: la Viribus Cisterna Montello, ovvero la neonata F.C. Latina.

Riapre dopo 3 anni la scuola calcio del club cittadino di riferimento, la campagna abbonamenti riparte, la società ripropone magliette che richiamano la storia del Latina Calcio (quale la terza divisa arancione, in memoria delle magliette indossate dai tifosi e dai giocatori nel derby vinto in trasferta il 19 aprile 2003 contro i rivali storici del Frosinone) e della storia cittadina (sulle magliette campeggia il Leone Alato di San Marco, patrono cittadino), il 5 luglio 2007 fa ripristinare i bandieroni sui pennoni dello Stadio Domenico Francioni spogli per oltre 60 anni, apre il sito Internet ufficiale della società, e presenta la squadra il 6 luglio 2007 giorno di Santa Maria Goretti (altra santa patrona cittadina) annunciando l’ingresso in società dell’imprenditore Rosettano Navarra, e della famiglia Cragnotti.

Nel frattempo, nel giugno 2007, il neonato comitato “Latina per il Latina” formato da vecchie glorie del Latina Calcio e appoggiato da sportivi locali affermati, decide di scendere in campo e di prendere in mano la gestione di un club cittadino. Fallita la trattativa con Lucio Bruno per l’F.C. Latina, il comitato si accorda con la società Real Latina di Borgo Santa Maria per l’acquisto del titolo sportivo della categoria Promozione, e viene così fondata la U.S. Virtus Latina, con presidente Vincenzo D’Amico.

Nella stagione 2007-2008 il Football Club Latina partecipa al campionato di Eccellenza Laziale nel girone B con la prima squadra, e ai campionati giovanili con le formazioni: Juniores Regionali, Allievi Regionali, Allievi Coppa Lazio, Giovanissimi Provinciali, Giovanissimi Coppa Lazio ed Esordienti. In questa stagione il F.C. Latina parte con buoni propositi, ma un rendimento altalenante fa sì che la squadra non vada oltre il 6º posto in classifica.

Nella successiva stagione 2008-2009, si classifica al 2º posto nel girone A dell’Eccellenza Laziale e ottiene la promozione in Serie D attraverso gli spareggi nazionali. Partendo dalla Promozione laziale invece, la Virtus Latina riesce in due anni ad arrivare in Serie D, classificandosi 1º in Promozione nella stagione 2007-2008 e vincendo anche il campionato di Eccellenza nella stagione 2008-2009.

La città di Latina quindi, nell’estate del 2009, aveva due compagini calcistiche a rappresentarla in Serie D, ed entrambe rivendicavano l’eredità calcistica dell’A.S. Latina. Dopo alcuni contatti e diversi negoziati andati a buon fine tra le due società, le stesse si resero conto che era meglio mettere da parte i dissapori e unire le forze: pertanto avvenne la cessione del titolo dell’F.C. Latina al nuovo F.C. Rondinelle di Aprilia, per poter avere un solo team di Latina in Serie D, nato dal titolo sportivo della Virtus Latina, che prende il nome di Unione Sportiva Latina Calcio Società Sportiva Dilettantistica.

l fallimento di numerose società calcistiche di Lega Pro, ha spalancato le porte a numerosi ripescaggi in Prima e in Seconda Divisione, così il 4 agosto 2010 il Latina viene ripescato in Lega Pro Seconda Divisione 2010-2011 dopo 5 anni di assenza. Dal 29 agosto 2010, è l’unica squadra di tutti i campionati professionistici d’Europa a essere imbattuta, tuttavia questo record dura fino al 20 febbraio 2011, quando viene sconfitta dal Trapani per 3-2, senza perdere comunque la testa del campionato. Il 1º maggio 2011 conquista una storica promozione in Prima Divisione. Il Latina torna così in Prima Divisione a distanza di quasi trent’anni dalla sua ultima apparizione.

Nonostante l’iniziale entusiasmo, il Latina stenta ad affermarsi nella nuova categoria. Dopo un campionato sempre condotto nei bassifondi della classifica, il Latina è costretto a giocarsi la permanenza nella categoria agli spareggi. Il 28 maggio 2012 vincendo i play-out di Lega Pro Prima Divisione contro la Triestina, ottiene la salvezza.

La stagione successiva in Prima Divisione, sotto la presidenza di Paola Cavicchi, prima donna alla guida del Latina, i neroazzurri prima sotto la guida di Fabio Pecchia e poi con Stefano Sanderra ottennero per la prima volta in assoluto la Coppa Italia Lega Pro battendo in finale il Viareggio oltre a una prima storica promozione in Serie B a seguito della vittoria della finale play-off contro il Pisa per 3-1, il 16 giugno 2013.

Latina 3 -1 Pisa – Finale Play Off 

L’esordio in Serie B avviene il 24 agosto 2013 con una sconfitta per 3-1 con l’Empoli, mentre la prima storica vittoria nella serie cadetta avviene il 28 settembre 2013 battendo per 2-0 il Brescia, grazie alle reti di Morrone e di Jonathas. Il Latina termina il campionato al terzo posto in classifica, con il quale ottiene il diritto a partecipare ai play-off per la promozione in Serie A. L’11 giugno 2014, battendo il Bari con un doppio pareggio per 2-2, ottiene lo storico accesso alla finale in virtù del miglior piazzamento in classifica. In finale il Latina affronta il Cesena venendo sconfitto sia all’andata sia al ritorno per 2-1 perdendo i play-off.

Nelle successive due stagioni in cadetteria per il Latina, ci sono state due salvezze sofferte: entrambe maturate all’ultima giornata, al termine dei campionati di Serie B 2014-2015 e 2015-2016. Successivamente, nel mese di novembre 2016Pasquale Maietta (dirigente del Latina Calcio sin dalla ricostituzione della Virtus Latina) si dimette da presidente a seguito dell’inchiesta giudiziaria “Olimpia” che lo vede indagato.

Il 9 marzo 2017, il Tribunale di Latina ha decretato il fallimento della società concedendo l’esercizio provvisorio per poter concludere la stagione. La squadra, durante la stagione 2016-2017, dopo aver accumulato un totale di quattro punti di penalizzazione, retrocede in Serie C con tre giornate d’anticipo. Il 24 maggio 2017, con l’ultima asta andata deserta, il Tribunale decreta la fine dell’esercizio provvisorio, con susseguente mancata iscrizione del Latina al successivo campionato di Serie C.

Ai sensi delle norme federali, nell’estate 2017 l’iniziativa per la rifondazione del sodalizio pontino passa al sindaco di Latina, Damiano Coletta, che si occupa di raccogliere le manifestazioni d’interesse per la ripartenza della tradizione sportiva nerazzurra dalle leghe dilettantistiche.

Il 4 agosto 2017 viene dunque creata ex novo la S.S.D. a r.l. Latina Calcio 1932, che viene ammessa in sovrannumero al campionato di Serie D 2017-2018. Nei giorni immediatamente successivi, il C.d.A. elegge come presidente del nuovo sodalizio Fernando Leonardi, sostituito poi da Antonio Terracciano.

Dopo alcune stagioni interlocutorie, nel 2020-2021 il Latina si propone tra le squadre di vertice del girone G: la stagione regolare si chiude al secondo posto, dopodiché i pontini vincono i play-off con un doppio 1-1 contro la Nocerina in semifinale e il Savoia in finale. In virtù di ciò la società presenta la domanda di ripescaggio in Serie C, che viene accolta il 7 agosto 2021, sancendo il ritorno del Latina tra i professionisti dopo quattro anni.

I colori del Latina Calcio

I colori sociali del Latina sono sin dalla fondazione il nero e l’azzurro, mutuati dal gonfalone araldico cittadino e dall’antica bandiera della provincia di Littoria. La seconda divisa è normalmente bianca con finiture nei due colori sociali, mentre per quanto concerne le terze maglie (laddove previste) è considerato particolarmente iconico l’arancione.

Lo stemma del Latina Calcio

Fino agli anni 1960 il Latina non ha adottato un proprio simbolo identificativo. A decorrere da tale decennio s’è invece assistita a una proliferazione di emblemi di varia foggia, nei quali comunque si osservano alcuni dettagli ricorrenti: i colori sociali nero-blu, il Leone di San Marco e la torre civica del locale municipio.

Dopo moltissimi cambiamenti, con la ripartenza societaria del 2017 si passa a un nuovo stemma: uno scudetto su base nera occupato per due terzi dalla palatura azzurra in diagonale (cui si sovrappone il disegno della torre civica e il 1932, anno di fondazione della città pontina); più in alto si collocano la ragione sociale (a lettere stampatelle bianche) e il leone marciano aureo col pallone sotto una zampa.

Latina1932stemma

Inno del Latina Calcio

Nel 2005 esce Cuore Nerazzurro, CD che contiene Forza Latina (Napoli-Ruoppolo-Verrengia), dedicato ai tifosi e alla squadra, interpretato da Marco Napoli, cantautore pontino e tifoso. Viene distribuito gratuitamente ai tifosi, in aperta polemica con la gestione del presidente Sciarretta. Nel 2011, in seguito a un contenzioso con la S.I.A.E., la società decide di non trasmettere più l’inno dagli spalti del Domenico Francioni prima di ogni partita. Nella stagione 2012-2013, che vede la squadra conquistare la storica promozione in Serie B, l’inno viene trasmesso nuovamente dagli altoparlanti dello stadio prima dell’annuncio delle formazioni.

“Forza Latina” – Inno ufficiale U.S.Latina Calcio

Strutture e giovanili del Latina Calcio

Il Latina disputa le proprie partite casalinghe allo Stadio Domenico Francioni, avente una capienza massima di 9.310 posti a sedere, di cui 2.232 coperti, altri 5.578 per i tifosi interni (tra curva nord e tribuna scoperta) e 1.500 per gli ospiti. L’impianto, la cui costruzione era già prevista nel piano regolatore originario di Littoria del 1932, è stato inaugurato nel 1935 sul progetto iniziale dell’architetto Oriolo Frezzotti e assegnato in gestione all’Opera Nazionale per i Combattenti.

Passato nelle mani del comune di Latina nel secondo dopoguerra, l’impianto fu denominato semplicemente “Stadio Comunale” fino a dicembre 1996, allorché gli venne attribuita l’intitolazione a Domenico Francioni, longevo presidente nerazzurro.

Il Latina svolge i propri allenamenti al campo sportivo “ex Fulgorcavi” (dal nome del limitrofo stabilimento specializzato in cavi elettrici, mecenate della seconda squadra cittadina), dotato di due terreni di gioco regolamentari in erba.

Il maggior successo conseguito dalle giovanili del Latina è costituito dalla vittoria del Campionato nazionale Dante Berretti nella stagione 2012-2013.

La Tifoseria de Latina Calcio

Latina Calcio 1932 - Storia (Curva Nord).

Il movimento Ultras apparve nella città pontina nel 1972, con la nascita del gruppo Ultras Latina. Sei anni più tardi fu fondata la Falange nerazzurra. Negli anni ottanta il movimento visse il suo periodo d’oro, come in gran parte d’Italia, contemporaneamente alla militanza dei pontini in Serie C1 e Serie C2. In questi anni nacque la fortissima rivalità con i ciociari del Frosinone.

Nel 1990 la Falange si scioglie, e i gruppi esistenti decidono di identificarsi sotto un unico striscione; tuttavia l’esperimento vivrà notevoli difficoltà iniziali, con una ripresa nella seconda metà degli anni novanta. La Falange si ricostituirà in seguito prendendo il timone della Curva insieme con il gruppo Brigata Littoria. Nel 2010 avviene l’ennesima svolta, e i gruppi esistenti, ovvero la Brigata, Opposta Fazione e Gruppo Sabaudia si riuniscono dietro lo striscione Curva Nord Latina.

La tifoseria pontina sostiene uno storico gemellaggio con gli ultras del Siracusa, che affonda le radici negli anni ottanta e con la Viterbese. Le altre principali amicizie sono con le tifoserie di RegginaFoggia, Turris (anche se questo rapporto si è trasformato in rivalità), Gela e Juventus. La principale rivalità è con i corregionali del Frosinone. I match contro la squadra ciociara, i quali rappresentano il cosiddetto “Derby del Basso Lazio“, sono stati spesso caratterizzati da scontri fra ultras.