Milani ufficializza il suo ritorno

Andrea Milani tornerà ad essere a tutti gli effetti, tra qualche giorno, un giocatore del Latina. L’ex capitano si allenava agli ordini di Iuliano da diverse settimane e nei giorni scorsi, come da lui stesso confermato ai microfoni de Il Caffè, ha messo nero su bianco il nuovo accordo che lo lega al club di Piazzale Prampolini fino al 30 giugno prossimo: “Ho firmato pochi giorni fa e sono felicissimo. Il contratto non è ancora stato depositato in Lega, ma è solo una formalità. Da agosto mi sono allenato duramente e in silenzio con il gruppo, svolgendo tutta la seconda fase della preparazione. La società si è convinta che sarei potuto tornare utile alla causa e ha ripagato i miei sforzi. Fuori lista fino a gennaio? Va bene così, l’importante è aver trovato un accordo con la promessa di riparlarne in inverno e far parte ancora, ad alti livelli, della squadra della mia città. A gennaio il discorso si riaprirà, fino ad allora darò tutto me stesso per convincere mister Iuliano a puntare ancora su di me. Fisicamente sto benissimo, mi sto allenando anche in bici e mi sento addirittura meglio della passata stagione. Mi è dispiaciuto sentire alcuni tifosi e organi di stampa addossarmi tutte le responsabilità per la scorsa travagliata stagione, come se fossi l’unico male del Latina. Comunque le chiacchiere lasciano il tempo che trovano, l’importante è poterle smentire sempre a testa alta”.
Chiusura dedicata al momento dei nerazzurri e sull’inchiesta ‘I treni del gol” che vede tra i coinvolti Matteo Bruscagin: “Peccato per le due sconfitte consecutive contro Cagliari Bari, altrimenti avremmo avuto una classifica anche migliore. Partite che abbiamo perso immeritatamente, giocando alla pari contro club candidati alla promozione e venendo condannati dagli episodi. E’ importante aver reagito subito, andando a vincere a Modena. La base su cui lavorare è buona, ora dobbiamo dare continuità alle prestazioni e migliorare nella gestione dei minuti finali. Bruscagin? Sull’integrità morale di Matteo metto la mano sul fuoco, come tutti i suoi compagni, anche perché da capitano non avrei mai tollerato qualcosa del genere nel mio spogliatoio. Grande professionista e bravissimo ragazzo, ha sempre tenuto un comportamento esemplare dentro e fuori dal campo. Sarebbe una delusione enorme se la giustizia mi smentisse, ma sono convinto non sarà così e, anche in quel caso, sono certo si tratterebbe di un grosso equivoco. Lui è sempre stato tranquillo, ora sta giocando con continuità e questo lo aiuta molto in attesa del giudizio”.

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